Monalusa
AMORE - AMICIZIA - COMUNICAZIONE.
mercoledì 30 luglio 2014
Nutrire l'anima
Mi ritorni in mente, anima
che ogni giorno io ti devo nutrire
di pensieri, scritti, parole e baci.
Ogni giorno io ti devo mangiare di
pensieri, scritti, parole, e baci.
Ogni giorno io mi prenderò cura di te
mangiandoti, mangiandoti, mangiandoti:
di baci, parole, scritti e pensieri
finché tu anima mia,
guarita, esploderai di felicità.
martedì 22 febbraio 2011
Ti scrivo

Sento un grande vuoto in me.
Un dolore sordo quasi morto
che non mi lascia respirare.
Ho bisogno di te, delle tue parole
che sono musica per me
ossigeno per cuore e mente.
Ho attraversato l'inferno senza fiatare.
Ed ora non ho più voce per dirti
quanto sei importante per me.
Monalusa
Un dolore sordo quasi morto
che non mi lascia respirare.
Ho bisogno di te, delle tue parole
che sono musica per me
ossigeno per cuore e mente.
Ho attraversato l'inferno senza fiatare.
Ed ora non ho più voce per dirti
quanto sei importante per me.
Monalusa
mercoledì 27 ottobre 2010
La storia del barattolo (leggetela è molto bella)
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf.
Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno.
Gli studenti sono d’accordo e dicono di si.
Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.
Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di sì. Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno.
Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime.
Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.
Allora gli studenti si mettono a ridere.
Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita… Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose…
Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano.
Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”.
Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè.
Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda.
E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico!”.
Monalusa
sabato 2 ottobre 2010
Analisi: quel 20% che ti cambia la vita!

Conosci la legge di Pareto, o dell'80-20?
Dice che:
il 20% dei prodotti e servizi così come dei clienti, produce l'80% del profitto.
Il 20% di un libro contiene 80% del contenuto.
Il 20% degli amici ci dà l'80% di gioia.
Il 20% delle persone causa l'80% di problemi.
E così via...Non so se la percentuale è esatta.
Ma è indubbio che una piccola parte del nostro tempo,
dei nostri collaboratori, del nostro impegno produce gran parte del risultato.
Individuare chi e che cosa ci può essere più utile,
Ci aiuta ad essere più produttivi. A tagliare i rami secchi.
E a concentrarci su ciò che merita sul lavoro e nella vita!
Monalusa
venerdì 25 giugno 2010
Anima collettiva
Una breccia nel muro

Oggi voglio uscire dal mio insensato isolamento: non mi fa bene, anzi mi fa stare solo male. Sono orgogliosa, e mi spiace dire che mi sono ripiegata su me stessa, trastullandomi nel mio dolore... quasi facendomi cullare. Piangendomi addosso e prendendomela con me stessa e con il mondo intero!
I pensieri positivi si erano dispersi nel nulla e io, nella negatività mi crogiolavo, sentendomi inerme: senza forze né energie, come se mi volessi punire, ma per cosa mi chiedo?
Cosa non riuscivo ad accettare?
L'imperfezione umana?
Ma si sa che appartiene a questa vita!
Perché allora farmene una colpa se io non sono perfetta?
Posso migliorare, voglio migliorare!
Se io miglioro, anche il mondo migliora.
Se tutti provassimo a fare questo esercizio quotidianamente, sicuramente vivremmo in un mondo, molto più armonioso e felice.
La condivisione è la cosa più bella che esiste!
Monalusa
I pensieri positivi si erano dispersi nel nulla e io, nella negatività mi crogiolavo, sentendomi inerme: senza forze né energie, come se mi volessi punire, ma per cosa mi chiedo?
Cosa non riuscivo ad accettare?
L'imperfezione umana?
Ma si sa che appartiene a questa vita!
Perché allora farmene una colpa se io non sono perfetta?
Posso migliorare, voglio migliorare!
Se io miglioro, anche il mondo migliora.
Se tutti provassimo a fare questo esercizio quotidianamente, sicuramente vivremmo in un mondo, molto più armonioso e felice.
La condivisione è la cosa più bella che esiste!
Monalusa
venerdì 29 gennaio 2010
I capitolo del libro-prima parte

C'era stato un mutamento, Carla n'era certa: da quando aveva conosciuto Marco la sua vita era cambiata e viveva con grande intensità e trasporto il loro rapporto. Lui, era un bel uomo di trentasei anni, dai lineamenti regolari e con occhi molto espressivi di un nero profondo. Un carattere iperattivo, sempre puntuale sul lavoro, e con lei garbato (usava una sorta di cavalleria galante, un po’ fuori moda).
Carla, non sapeva definirlo bene neanche a se stessa: cosa provava nei confronti di Marco? Ora che lui partiva, come sarebbe cambiato il loro rapporto? Era vero amore il suo? Certo, quando stava con lui ne era contenta, le piaceva la sua vitalità, la destrezza nel lavoro che mostrava, la voglia di fare le cose, di risolvere i problemi cercando di averne sempre una visione olistica. Ammirava Il suo approccio con le persone di tipo diretto, molto estroverso, e la sicurezza di esercitare sulle donne un certo fascino. Si trovò a chiedersi, se fosse per questo suo carattere, che gli riusciva bene la professione da regista.
Lei non era una vera e propria bellezza anche se aveva un corpo molto femminile ed un notevole sex appeal. Marco con Carla si sentiva maschio, gli piaceva fare l'amore con lei, e ne era molto appagato.
Viveva il loro rapporto come un dono e non si domandava come avesse avuto inizio né quando sarebbe finito, e tanto meno pensava ad un futuro a due, di convivenza.
Sì, l'amava, ma non così tanto da rinunciare a tutte le altre donne del mondo!
Non desiderava un rapporto troppo impegnativo, perché era sicuro che poi si sarebbe sentito ingabbiato. Troppe responsabilità.
Gli venne in mente il contratto che aveva firmato: un anno a Copacabana, tutto spesato, con possibilità di fare carriera e ciliegina sulla torta: un compenso da favola. Era in estasi!
In cuor suo non voleva fare soffrire Carla, ma proprio non si sentiva pronto, anche se provava un forte sentimento.
Monalusa
Carla, non sapeva definirlo bene neanche a se stessa: cosa provava nei confronti di Marco? Ora che lui partiva, come sarebbe cambiato il loro rapporto? Era vero amore il suo? Certo, quando stava con lui ne era contenta, le piaceva la sua vitalità, la destrezza nel lavoro che mostrava, la voglia di fare le cose, di risolvere i problemi cercando di averne sempre una visione olistica. Ammirava Il suo approccio con le persone di tipo diretto, molto estroverso, e la sicurezza di esercitare sulle donne un certo fascino. Si trovò a chiedersi, se fosse per questo suo carattere, che gli riusciva bene la professione da regista.
Lei non era una vera e propria bellezza anche se aveva un corpo molto femminile ed un notevole sex appeal. Marco con Carla si sentiva maschio, gli piaceva fare l'amore con lei, e ne era molto appagato.
Viveva il loro rapporto come un dono e non si domandava come avesse avuto inizio né quando sarebbe finito, e tanto meno pensava ad un futuro a due, di convivenza.
Sì, l'amava, ma non così tanto da rinunciare a tutte le altre donne del mondo!
Non desiderava un rapporto troppo impegnativo, perché era sicuro che poi si sarebbe sentito ingabbiato. Troppe responsabilità.
Gli venne in mente il contratto che aveva firmato: un anno a Copacabana, tutto spesato, con possibilità di fare carriera e ciliegina sulla torta: un compenso da favola. Era in estasi!
In cuor suo non voleva fare soffrire Carla, ma proprio non si sentiva pronto, anche se provava un forte sentimento.
Monalusa
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