
Fu allora che le venne in mente, di fare un bilancio della sua vita a medio lungo termine, un po’ come fanno le banche con i business plan quando devono valutarti per darti un fido o un mutuo.
Doveva prendere in esame gli ultimi tre anni della sua vita? Poi si domandò se non fosse un periodo troppo lungo. E da dove iniziare? Dal principio o dalla fine? Sentì che la situazione le stava sfuggendo di mano, non voleva più dimenarsi nelle difficoltà, e inizio a trascrivere ogni pensiero che le passava per la mente: nero su bianco, e si accorse di quanto questo le provocasse piacere e un senso di sollievo.
Proprio come quando imparò ad andare in bicicletta: dopo un po’ non era più difficile, anzi poteva fare delle belle passeggiate, senza cadere. Sì, era solo questione d’abitudine, aveva già provato una cosa simile anche andando a correre. Al principio era duro perché bisognava prima abituare i muscoli all'attività, con l'allenamento giornaliero, ma poi non era più una fatica fisica, anzi ne traeva beneficio anche a livello mentale perché il giorno che non ci andava, non riusciva ad avere la mente così lucida, come quando, invece, lo faceva.
Carla si domandava cosa ne sarebbe stato della sua vita?
Era ad un bivio, dal quale non c’era che procedere e andare avanti, senza paura e nella convinzione che poi tutto avrebbe avuto un senso. Quasi stupita dalla naturalezza delle cose e di come pian piano si erano evolute: come un gioco fatto di perle di vetro che messe ad una ad una vicine, vanno a far parte di un disegno più grande e visibile solo a distanza.
Lei lo percepiva e cercava di interpretare il significato di questo disegno più ampio, ma non le riusciva.
Possibile che non riusciva a capire che era lei la padrona della sua vita?
Perché questo non le era sufficiente?
Comunque sia, pensò che aveva sicuramente poca fiducia in se stessa.
Rifletté su questo pensiero e capiva e si domandava preoccupata: come avrebbero potuto le altre persone avere fiducia in lei, se lei era la prima a non averne?
No, pensandoci meglio non era una questione di fiducia ma bensì, si trattava di paura e ciò che provava era un sentimento sano che poteva essere usato come energia creativa!
Marco non si era creato problemi quando la redazione gli aveva proposto un contratto per girare un documentario in Brasile. Anzi ne era felice! Non si era fatto minimamente influenzare dal loro rapporto sulla decisione da prendere, e viveva l'incarico come un'opportunità di realizzazione lavorativa. Cercò un pensiero positivo, a cui fare riferimento in una giornata così agitata ed inquieta.
Cercando di calmarsi, mentre inspirava ed espirava profondamente l’aria, si ripeteva ad alta voce: "Io confortevolmente e facilmente lascio il vecchio e accolgo il nuovo nella mia vita. Sono sicura. Om."
Monalusa
Era ad un bivio, dal quale non c’era che procedere e andare avanti, senza paura e nella convinzione che poi tutto avrebbe avuto un senso. Quasi stupita dalla naturalezza delle cose e di come pian piano si erano evolute: come un gioco fatto di perle di vetro che messe ad una ad una vicine, vanno a far parte di un disegno più grande e visibile solo a distanza.
Lei lo percepiva e cercava di interpretare il significato di questo disegno più ampio, ma non le riusciva.
Possibile che non riusciva a capire che era lei la padrona della sua vita?
Perché questo non le era sufficiente?
Comunque sia, pensò che aveva sicuramente poca fiducia in se stessa.
Rifletté su questo pensiero e capiva e si domandava preoccupata: come avrebbero potuto le altre persone avere fiducia in lei, se lei era la prima a non averne?
No, pensandoci meglio non era una questione di fiducia ma bensì, si trattava di paura e ciò che provava era un sentimento sano che poteva essere usato come energia creativa!
Marco non si era creato problemi quando la redazione gli aveva proposto un contratto per girare un documentario in Brasile. Anzi ne era felice! Non si era fatto minimamente influenzare dal loro rapporto sulla decisione da prendere, e viveva l'incarico come un'opportunità di realizzazione lavorativa. Cercò un pensiero positivo, a cui fare riferimento in una giornata così agitata ed inquieta.
Cercando di calmarsi, mentre inspirava ed espirava profondamente l’aria, si ripeteva ad alta voce: "Io confortevolmente e facilmente lascio il vecchio e accolgo il nuovo nella mia vita. Sono sicura. Om."
Al lavoro passavano
i giorni con la loro quotidianità. Sempre le stesse cose da fare dal
lunedì al venerdì, ma ciò era normale, quindi Carla, capiva che doveva organizzarsi
meglio il tempo libero per andare avanti con il suo progetto, che procedeva
molto lentamente.
Per lei non era per niente facile fare un bilancio personale, e non aveva niente a che fare con i business plan delle banche. Non era come scrivere un bilancio composto di un conto economico, uno stato patrimoniale e una nota integrativa, si trattava di ben altra cosa! Sospirò sconsolata, possibile che fosse tutto così complesso! Come dipanare la matassa d'impressioni che le affollavano la mente? Respirò profondamente, e iniziò a leggere e a rispondere alle varie e-mail.
Notò che il suo capo Andrea, una persona colta e distinta, con una formazione raffinata, le aveva inviato il benestare per la pubblicazione dell'ultima campagna pubblicitaria della Toyota. Ne fu sollevata e felice. Andrea, laureato in filosofie orientali, aveva cinquantatré anni, una moglie, e tre figli. Era un uomo geniale dal temperamento vivacissimo. Parlava molto e molto in fretta, ma era anche capace di ascoltare con attenzione e intensità.
Carla, in lui apprezzava la prontezza di decisione, la concezione filosofica e, soprattutto, il suo senso critico, frutto di una profonda riflessione. Il loro rapporto di lavoro ed amicizia era basato sulla stima reciproca.
Andrea era contento che Carla stava affrontando con sufficiente equilibrio, la partenza di Marco. Sapeva quanto lei tenesse alla sua indipendenza economica e sentimentale: nel rapporto a due non le piaceva essere dominata né dominare, ma cercava un rapporto alla pari, nel quale confrontarsi e condividere un po' insieme la strada che ognuno di noi fa nella vita, combattendo quella parte di destino che è indipendente dalla nostra volontà.
Per lei non era per niente facile fare un bilancio personale, e non aveva niente a che fare con i business plan delle banche. Non era come scrivere un bilancio composto di un conto economico, uno stato patrimoniale e una nota integrativa, si trattava di ben altra cosa! Sospirò sconsolata, possibile che fosse tutto così complesso! Come dipanare la matassa d'impressioni che le affollavano la mente? Respirò profondamente, e iniziò a leggere e a rispondere alle varie e-mail.
Notò che il suo capo Andrea, una persona colta e distinta, con una formazione raffinata, le aveva inviato il benestare per la pubblicazione dell'ultima campagna pubblicitaria della Toyota. Ne fu sollevata e felice. Andrea, laureato in filosofie orientali, aveva cinquantatré anni, una moglie, e tre figli. Era un uomo geniale dal temperamento vivacissimo. Parlava molto e molto in fretta, ma era anche capace di ascoltare con attenzione e intensità.
Carla, in lui apprezzava la prontezza di decisione, la concezione filosofica e, soprattutto, il suo senso critico, frutto di una profonda riflessione. Il loro rapporto di lavoro ed amicizia era basato sulla stima reciproca.
Andrea era contento che Carla stava affrontando con sufficiente equilibrio, la partenza di Marco. Sapeva quanto lei tenesse alla sua indipendenza economica e sentimentale: nel rapporto a due non le piaceva essere dominata né dominare, ma cercava un rapporto alla pari, nel quale confrontarsi e condividere un po' insieme la strada che ognuno di noi fa nella vita, combattendo quella parte di destino che è indipendente dalla nostra volontà.
Roma
in quel periodo era piena di turisti di ogni provenienza, e Carla,
dopo una lunga giornata di lavoro decise di andare a piedi a casa, aveva
bisogno di camminare, di stare in mezzo alla gente.
Le piaceva osservare le persone, ascoltarne la lingua parlata, per capirne la nazionalità. Notare com'erano vestite, come si comportavano, cercando d’immaginarne la personalità, la sensualità e l'attività svolta. Questa sua curiosità si rispecchiava anche nel lavoro. Arrivata a casa, fece una doccia veloce, raccolse i suoi lunghi capelli biondi in una coda di cavallo, s'infilò una maglietta, un paio di jeans, scarpe basse, e uscì di corsa, in ritardo all'appuntamento che aveva con Ambra.
Provò a chiamarla ma il suo cellulare diceva: “L’utente non è raggiungibile.” Quella sera la sua amica, partecipava a un concerto suonando il violino. Carla arrivò alla chiesa Sisto V, in scooter. Una volta all'interno, cercò Ambra nelle stanze della pinacoteca messe a disposizione dell’orchestra.
Percepiva un’energia speciale in quel luogo, c'era un gran vocio con risate e le piaceva girare per quelle stanze con i muri pieni di quadri e d'affreschi, ma completamente vuote d'arredo. I vari musicisti vestiti di nero con a terra le custodie, erano tutti intenti a provare gli strumenti. Si affacciò nel giardino, dove si sarebbe svolto il concerto con circa cento elementi, con le musiche di G. Rossini nella prima parte e di L.Van Beethoven (Sinfonia n. 5) nella seconda, ma di Ambra nessuna traccia!
Le piaceva osservare le persone, ascoltarne la lingua parlata, per capirne la nazionalità. Notare com'erano vestite, come si comportavano, cercando d’immaginarne la personalità, la sensualità e l'attività svolta. Questa sua curiosità si rispecchiava anche nel lavoro. Arrivata a casa, fece una doccia veloce, raccolse i suoi lunghi capelli biondi in una coda di cavallo, s'infilò una maglietta, un paio di jeans, scarpe basse, e uscì di corsa, in ritardo all'appuntamento che aveva con Ambra.
Provò a chiamarla ma il suo cellulare diceva: “L’utente non è raggiungibile.” Quella sera la sua amica, partecipava a un concerto suonando il violino. Carla arrivò alla chiesa Sisto V, in scooter. Una volta all'interno, cercò Ambra nelle stanze della pinacoteca messe a disposizione dell’orchestra.
Percepiva un’energia speciale in quel luogo, c'era un gran vocio con risate e le piaceva girare per quelle stanze con i muri pieni di quadri e d'affreschi, ma completamente vuote d'arredo. I vari musicisti vestiti di nero con a terra le custodie, erano tutti intenti a provare gli strumenti. Si affacciò nel giardino, dove si sarebbe svolto il concerto con circa cento elementi, con le musiche di G. Rossini nella prima parte e di L.Van Beethoven (Sinfonia n. 5) nella seconda, ma di Ambra nessuna traccia!
Monalusa